Comune di Genova: sviluppo economico locale con il software libero e senza le Big Tech
Il Comune di Genova ha organizzato al Ducale due giornate, appena concluse, dal titolo: “Una pubblica amministrazione che genera sviluppo e diviene volano dell’economia”.
Durante l’incontro, a cui ha partecipato anche il Ministro per la pubblica amministrazione Paolo Zangrillo, la sindaca Silvia Salis ha presentato due novità: “La prima è una giornata di formazione promossa dal Comune assieme a Meta, con la collaborazione di Camera di Commercio e Confindustria, per aiutare le imprese del territorio a ottimizzare i processi di digitalizzazione e i rapporti con i social media anche per ampliare il proprio mercato. La seconda è un corso di alfabetizzazione digitale gratuito per gli over 65 di Genova. (1)”
Sulla seconda iniziativa nulla da dire. E’ la benvenuta. Sebbene vorremmo conoscerne i contenuti. Sulla prima invece nutriamo forti dubbi sul coinvolgimento di Meta quale partner del Comune per generare sviluppo economico.
Con l’evento al Ducale il Comune si è posto l’obiettivo di presentare “le best practice, per trasformare la PA da apparato burocratico in una leva concreta di sviluppo economico”.
La strada per generare sviluppo economico nella nostra città crediamo passi da un modello diverso da quello imposto dalle Big Tech come Microsoft, Google e Meta che gestisce le piattaforme Facebook, Instagram e Whatsapp.
Ogni anno i 27 paesi dell’UE – secondo il rapporto Asterès della Cigref (associazione francese che riunisce le grandi aziende e la pubblica amministrazione) – spendono 265 miliardi di euro in servizi offerti da piattaforme proprietarie (2) di cui non si ha un controllo diretto. Tutto ciò porta la pubblica amministrazione locale, nazionale ed europea a mettere i nostri dati nelle mani (anzi sui “server”) delle Big Tech statunitensi che a comando del governo di Washington possono staccare la spina e impedirne l’accesso come successo con i giudici della Corte Penale Internazionale e più recentemente con il collettivo italiano Autistici/Inventati. Senza contare che pochi giorni fa Meta ha bloccato temporaneamente senza giustificazione alcuna i profili Facebook di Lula da Silva candidato alla prossime presidenziali in Brasile.
Come avanzato dalla Commissione europea nel pacchetto sulla sovranità tecnologica (3) occorre rafforzare l’autonomia digitale attraverso un maggiore utilizzo del software libero e open source da parte delle pubbliche amministrazioni, tramite linee guida in materia di appalti e proposte concrete per l’adozione di migliori pratiche. La strategia della Commissione sostiene l’adozione di soluzioni europee, la definizione di standard e l’interoperabilità. Su questa linea si sono già mosse le pubbliche amministrazioni di molti paesi europei tra cui la Francia, la Germania e l’Olanda.
Sarebbe auspicabile che anche il governo italiano e il Comune di Genova si muovessero in tale direzione. Investire in soluzioni basate sul software libero (come Linux, LibreOffice e Nextcloud) significa poter garantire una maggiore sovranità sui dati e la tecnologia oltre a dirottare ingenti risorse verso lo sviluppo di componenti riutilizzabili di software open source da parte di aziende locali invece di pagare licenze annuali (che rappresentano costi fissi) in software proprietari alle solite Big Tech.
Sempre secondo il rapporto Asterès, se, da qui al 2035, il 15% dei 265 miliardi di euro spesi in servizi offerti dalle Big Tech fosse trattenuto all’interno dell’economia europea, ciò comporterebbe la creazione di circa 500.000 posti di lavoro diretti, indiretti e indotti nell’Ue.
In questo modo sovranità digitale e sviluppo economico locale potrebbero andare a braccetto.
Ricordiamo che il Comune di Genova all’inizio del 2026 ha rinnovato per tre anni le licenze proprietarie relative ai prodotti di Microsoft per un importo di oltre 5 milioni di euro quando esistono alternative valide basate sul software libero (4).
La rete Software Libero Liguria sta promuovendo la “Campagna per la libertà e la sovranità digitale europea” (5) tramite la quale ha avviato un confronto con il Comune di Genova e la Regione Liguria e ha organizzato alcuni webinar informativi per condividere le esperienze positive di migrazione al software libero della regione tedesca Schleswig-Holstein (6) e della provincia di Bolzano (7).
Genova, 28 settembre 2026
(2) Technological Dependence on American Software & Cloud Services: An Estimate of the Economic Consequences in Europe, Report Asterès, April 2025.
(3) https://ec.europa.eu/commission/presscorner/detail/it/ip_26_1187
(5) https://softwareliberoliguria.org/campagna-per-la-liberta-e-la-sovranita-digitale-europea/
(7) https://softwareliberoliguria.org/il-progetto-fuss-libreoffice-e-il-formato-odf/







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